ELETTRONICA
Gli alimentatori
Ora occorre filtrare la tensione pulsante in modo da ottenere una tensione continua. Il filtraggio della tensione pulsante viene affidato ad una rete di condensatori (o a un condensatore unico).
Durante la prima semionda positiva il condensatore si carica seguendo l’andamento della tensione in uscita dal ponte. Dopo che la semionda ha raggiunto il suo valore massimo (VM) il diodo si interdice e il condensatore si scarica sul carico (con legge esponenziale) alimentandolo. In questo modo il carico viene alimentato con una tensione continua non stabilizzata. In questa tensione è infatti presente una tensione chiamata di ripple. La tensione di ripple è il rapporto tra il valore della tensione di ondulazione residua (dovuta alla carica e alla scarica del condensatore) e il valore della tensione continua in uscita dall’alimentatore.
Ecco la forma d’onda in uscita dal filtro.
A seconda del tipo di stabilizzatore utilizzato dobbiamo evitare che la VA scenda sotto un certo valore dato dalla ensione massima che vogliamo in uscita e dalla tensione di drop-out dello stabilizzatore.
Esempio.
Con una VM di 35V, dobbiamo fare in modo che la VA non scenda mai sotto 25V con corrente di uscita di 10A. Per fare questo dobbiamo dimensionare il filtro in modo da ottenere un ripple picco-picco di massimo 10V. Fissiamo all’uscita del filtro un ripple di 5V a pieno carico.
Il condensatore deve essere, quindi, del valore stabilito da questa formula approssimata.
Come frequenza (f) viene preso il valore 100Hz a causa della doppia semionda presente all’uscita del ponte di diodi. La corrente massima è 10A.
Arrotondiamo per eccesso al valore commerciale più vicino, quindi 22000 mF.
Oltre al condensatore principale (che sarà di tipo elettrolitico), è consigliabile aggiungere anche uno o più condensatori di valore basso (220 nF vabbo bene) per eliminare eventuali oscillazioni ad alta frequenza.
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