ELETTRONICA
Gli alimentatori
Il trasformatore è una macchina statica che ha il compito di ridurre di valore la tensione di rete ad un valore noto. Un trasformatore “base” è composto da un nucleo, un avvolgimento primario e un avvolgimento secondario. Applicando all’avvolgimento primario la tensione di rete (220V – 50Hz), sull’avolgimento secondario troveremo una sinusoide con frequenza 50 Hz (come quella di rete), ma con valore efficace minore di quello di rete. La scelta del trasformatore si basa su alcuni parametri:
La tensione del primario sarà quella di rete, quindi fissiamo questo parametro a 220Vac.
Molti trasformatori hanno più di un secondario. Avere un trasformatore con più di un secondario è utile nel caso volessimo realizzare un alimentatore duale (con tensioni positive e negative) o nel caso volessimo alimentare altre schede tenendo le masse separate.
La tensione nominale del secondario (o dei secondari) è quella che otteniamo applicando al primario la tensione di targa (in genere quella di rete). In genere questo valore è misurato con trasformatore a pieno carico.
La potenza nominale è espressa in VA (volt-ampere) e indica la potenza (in valore efficace) che il trasformatore è in grado di erogare sul secondario. Nel caso di più secondari, indica la somma delle potenze di ogni secondario.
Le tipologie di trasformatori più diffuse sono: a lamierini, con nucleo a C, con doppio nucleo a C e a nucleo toroidale. I trasformatori a lamierini hanno un’efficienza minore rispetto agli altri e diffondono nell’ambiente un numero maggiore di onde elettromagnetiche. I trasformatori a nucleo toroidale sono considerati i migliori per via dell’altissima efficienza e del rumore quasi nullo. Stesso discorso per le onde diffuse nell’ambiente. L’unico svantaggio è che in genere sono più costosi degli altri.
Ecco la forma d'onda un uscita dal trasformatore.
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