Detto questo possiamo capire che, essendo la commutazione (il passaggio da on a off o viceversa) comandata meccanicamente, si ha un completo isolamento tra ingresso della bobina e contatti di uscita. Questo permette di comandare tensioni e correnti elevate, utilizzando basse tensioni (o correnti a seconda del relè) nella bobina.
A destra la bobina della 12v. e a sinistra il meccanismo per la 220v.
Per permettere questo, il relè funziona per mezzo di una bobina. Vediamo di cosa si tratta.
Quando un induttore é percorso da una corrente avente intensità constante, si genera un campo magnetico. Mentre all'interno dell'induttore il campo è praticamente rettilineo, agli estremi si comporta come un magnete permanente. Questo fa si che un pezzo di lamiera poco distante dalla bobina venga attirato fino ad attaccarsi al supporto della bobina stessa. Questo viene sfruttato con una serie di collegamenti meccanici per far muovere i contatti elettrici di uscita.
Purtroppo l'utilizzo di bobine per i comandi on-off presenta qualche inconveniente. Prendiamo per esempio una bobina attraversata da una corrente costante. Visto che le bobine non permettono una forte variazione di corrente improvvisa, se togliamo tensione alla bobina mentre questa é attraversata da una corrente di un certo valore, avremo un picco di tensione dato dal fatto che deve passare un certo tempo prima che la corrente che attraversa la bobina arrivi a 0. Durante questo tempo, la tensione partirà da un valore teorico infinito fino ad arrivare a 0 insieme alla corrente. Nella realtà, vista la resistenza anche minima presente nei conduttori, la tensione non raggiungerà picchi infiniti, ma potrà anche superare i 400V. Per evitare questo inconveniente che potrebbe danneggiare il circuito di comando del relè (o l'alimentatore), si usa un diodo di protezione.
Dopo queste premesse teoriche passiamo alla parte esecutiva.
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